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» Samvirke (articoli tradotti in italiano),  3/2002

Il Cavaliere e il Paese dimezzato

Il capo del governo italiano, lo straricco magnate televisivo Silvio Berlusconi, ha diviso il suo Paese in due - per o contro Berlusconi.

Di Jesper Storgaard Jensen


Populare ed odiato. L’Italia si è divisa in due: Per o contro Silvio Berlusconi, l’uomo più ricco del reame, che, la primavera scorsa, è stato eletto capo del governo. Ma anche per o contro la sua corte parlamentare che sostanzialmente consiste nei suoi avvocati personali, conformisti politici e yes-men.
Gli italiani o lo odiano o lo adorano. È bianco o nero, luce o ombre e soltanto di rado c’è spazio per la via di mezzo.
Ad una recente festa di matrimonio a un certo punto si è cominciato a parlare di politica. Una mia amica, circa trentenne, mi ha confidato di avere problemi sentimentali con il suo fidanzato. Lei aveva votato un partito di sinistra. Il suo fidanzato, invece, aveva votato Forza Italia, il che, successivamente alle elezioni, aveva suscitato diverse discussioni ardue. Diverse volte il fidanzato aveva dovuto fare il trasloco - dal letto matrimoniale al sofa - perché, come lei stessa mi ha detto:
“Da quando Berlusconi è stato eletto premier, abbiamo litigato un bel po’. Il mio fidanzato semplicemente non capisce che io non supporti l’arroganza di Berlusconi e della sua gente”.
Il suo fidanzato ha cercato di difendersi:
“E vabbe, Berlusconi è riuscito a creare un’azienda grandiosa. È questo tipo di uomo di cui ha bisogno l’Italia. Inoltre, finora non è mai stato condannato per le accuse di corruzione”.
La loro discussione è emblematica e in quanto tale dà l’immagine perfetta dello stato delle cose in Italia. Gli amorini oramai hanno smesso di volare tra la sinistra e la destra.

Persona controversa. Berlusconi è il padrone dei tre più grandi canali televisivi privati, la squadra di calcio Milan, diversi giornali e riviste, un’importante casa editrice, agenzie di pubblicità e compagnie assicuratrici. Pertanto, l’uomo con il perenne sorriso è anche il detentore di un conflitto di interessi che ha la stessa entità del suo patrimonio personale. Ma in Italia, dove il conformismo e lo stare dalla parte del più forte ogni tanto quasi sembra uno sport nazionale, né il conflitto di interessi di Berlusconi, né il fatto che lui, in più cause giudiziarie, sia accusato di corruzione di guidici, sembrano di aver dato occasione a particolari preoccupazioni in grossa parte dell’elettorato. Questa aveva, anzi, un desiderio ardente di cambiamenti e progressi, e perció complicati argomenti elettorali quali moralità, etica politica e il miscuglio di interessi privati con quelli politici venivano snobbati e posti a un livello secondario.
Così successe che il Cavaliere - un titolo concessogli per i suoi meriti nel mondo del lavoro - fu proclamato “nuovo re” della politica italiana. E ciò nonostante il fatto che il suo conflitto di interessi, le sue cause in corso, il suo stile personale nonché diverse leggi spettacolari costituiscano dei tasselli che danno l’immagine di una persona sempre più controversa.

Gli schieramenti si affrontano. La sinistra lo considera un uomo d’affari corrotto che ha cercato il potere esclusivamente per tirare acqua al proprio mulino e per evitare il procedimento legale. Per la sinistra Berlusconi è un arrogante uomo di potere che è perfino riuscito a portare con sè nel Parlamento avvocati personali ed amici.
La destra, invece, lo considera un salvatore, un uomo d’affari bravo e furbo che ha portato la sua operosità dal mondo imprenditoriale a quello politico. Tutte le chiacchere sulla corruzione di giudici vengono respinte con il teorema berlusconiano secondo il quale lui è perseguitato dalle cosiddette toghe rosse.
Gli schieramenti si affrontano in modo piuttosto arduo, e i due punti di vista spesso si scontrano anche nelle relazioni sociali. Non è raro che si sentano persone di sinistra prendere distanza da nuove e comunque simpatiche conoscenze se esse hanno votato Berlusconi.
La tendenza viene sottolineata da un’indagine svolta dall’istituto Doxa, secondo la quale Berlusconi è la persona più populare d’Italia, perfino davanti a “gioielli nazionali” quali il vincitore di un Oscar, Roberto Benigni (La vita è bella) e il calciatore Alessandro Del Piero. Allo stesso tempo, però, il Sig. Berlusconi deve accettare di essere capolista sull’elenco delle persone più odiate - perfino davanti a Bin Laden.

Un presagio. Ma effettivamente che cosa è successo in Italia da quando Berlusconi è al potere, e in che modo la vita quotidiana è cambiata? Queste domande Samvirke le ha girate a Giorgio Bocca, una delle firme più autorevoli del giornalismo italiano, storico nonché autore di una serie di libri sulla storia e la società italiane. Bocca, che tra l’altro è conosciuto per essere riuscito a stare fuori dai tradizionali interessi dei partiti, dice inizialmente:
“Il governo Berlusconi non rappresenta soltanto un cambio politico del nostro Paese, ma anche l’ingresso nella vita politica sociale di una lunga sfilza di persone completamente sconosciute. Sono prive di una qualsiasi ideologia politica e agiscono soltanto secondo un’opportunità di profitto. Guardi, molti degli eletti di Forza Italia sono avvocati personali di Berlusconi nonché gente della sua agenzia pubblicitaria. Hanno una mentalità prepotente e la convinzione che la gente vada solamente convinta a cambiare idea. È una mentalità da venditore di tappeti”.
Nel mese di agosto dell’anno scorso, circa un mese e mezzo dopo l’insediamento del governo Berlusconi, il vertice G8 a Genova si trasformò in catastrofiche scene di violenza tra 150 mila manifestanti e 15 mila poliziotti. Fu probabilmente in quell’occasione che gli italiani per la prima volta ebbero la sensazione che qualcosa fosse cambiato da quando il Cavaliere era al potere. Bocca non ha dubbi sul valore simbolico degli eventi del G8:
“Lo scontro fra gli anarchici e la polizia è andato a coinvolgere anche i manifestanti pacifici, cui è stata impartita una vera e propria lezione di terrore. Ciò che è avvenuto a Genova, è stato un terribile presagio per la società italiana del fatto che stiamo andando verso un nuovo autoritarismo. Non è fascismo, ma assomiglia ad un nuovo regime. Genova ha dimostrato che l’opporsi e l’andare controcorrente comportano grossi rischi fisici, ed è esattamente questo fatto che autorizza a parlare di regime”.

L’uomo ricco. Bocca, però, non ritiene che gli italiani, come in passato, trovino affascinante l’uomo forte:
“No, gli italiani non rimpiangono Mussolini. I valori sono cambiati. Durante il fascismo la forza e il potere fisici rappresentavano un ideale. Oggi, invece, l’ideale è la ricchezza, e in riguardo a questo Berlusconi è la perfetta incarnazione del sogno degli italiani. La storia uscita nella stampa italiana che Berlusconi ha acquistato il terreno per LIT 6 mia. vicino alla sua villa in Sardegna perché nessuno costruisse lì, ha impressionato molti italiani”.
Sul fascino degli italiani per il vincitore e il forte, Bocca dice:
“Nel periodo 1992-94, quando Mani Pulite aveva raggiunto il suo culmine, gli italiani erano schierati a favore dei giudici, perchè erano convinti che i giudici avrebbero vinto la battaglia. Adesso che gli italiani hanno visto che Berlusconi ha vinto, stanno dalla sua parte. È la legge del più forte. Nessuno vuole rischiare niente e tutti vogliono un posto a corte. Molti giornalisti, che prima erano critici nei confronti di Berlusconi, adesso sono saltati sul suo carro. La stessa cosa vale per molti giornali. Sono cose che capisce uno del mestiere, ci sono dei segni inconfondibili. I titoli più grandi e più in alto sulla pagina, dove prima erano in basso. Mi ritengo libero e perciò anche priveligiato, ma se un bel giorno il mio editore si mettesse d’accordo con Berlusconi, non scriverei più”.

Umiliazione ed impotenza. Solo pochi mesi dopo l’insediamento del governo Berlusconi esso ha varato diverse leggi piuttosto spettacolari, le quali hanno fatto uscire fuori dai gangheri tutta la sinistra per rabbia ed impotenza e hanno suscitato stupore in tutta Europa. La legge sul falso in bilancio, ad es., ora prevede la pena detentiva solo nel caso esista una parte lesa che, secondo le prove, ha subito una perdita economica. Se ciò non è il caso, il falso in bilancio è punibile soltanto con una multa. La legge sulle rogatorie tra la Svizzera e l’Italia, invece, fa sì che una grossa parte di prove raccolte in diverse cause sia andata persa, anche perché la legge è retroattiva.
Alla domanda di cosa pensi Bocca sulle nuove leggi lui si stringe rassegnato nelle spalle:
“Nella nostra politica non ho mai visto un tale miscuglio tra politica ed interessi privati. Berlusconi utilizza il suo potere politico per curare i propri interessi e quelli della sua azienda. Essere testimoni di questo dà a molti italiani un sentimento di umiliazione ed impotenza. Umiliazione perché tutti i valori cui eravamo stati educati non valgono più niente, ed impotenza perché nell’ambito politico siamo stati abituati a regole ben diverse”.
riferisce Bocca è il fatto che l’azienda di Berlusconi, la Fininvest, sia accusata di falso in bilancio in più processi, e che il premier stesso, insieme al deputato Cesare Previti, il quale è anche uno degli avvocati personali più vicini al Cavaliere, siano accusati per corruzione in una causa dove una parte delle prove è composta da estratti conto provenienti dalla Svizzera.
Per questi motivi molti italiani nutrono il sospetto che il politico Berlusconi cerchi di tutelare l’uomo d’affari Berlusconi.

Il sogno dell’America. L’autunno scorso anche i manifestanti che scendono in piazza si sono divisi in due opposti schieramenti.
Il 10 novembre circa 100 mila manifestanti con striscioni e bandiere hanno attraversato Roma cantando “Bella Ciao” per protestare contro la partecipazione d’Italia nelle azioni belliche in Afghanistan.
Allo stesso tempo, in Piazza del Popolo nel cuore di Roma, Berlusconi aveva organizzato un pomposo USA-day per solidarietà alle vittime degli attacchi terroristici negli USA. Davanti a 40 mila persone, e con una tale solennità che anche i quattro leoni che fanno parte dell’obelisco egiziano che si trova sulla piazza dovevano sentirsi imbarazzati, Berlusconi ha proclamato:
“Kennedy disse ‘Ich bin ein Berliner’, e io dico, ‘Sono un newyorkese, siamo tutti quanti newyorkesi”.
Bocca non ha dubbi sul talento di Berlusconi come comunicatore:
“Lui sa esattamente che cosa la gente vuole sentire. Con i suoi canali tv è stato bravo a mescolare notizie, intrattenimento, pubblicità nonché slogan politici. Anche l’evento in Piazza del Popolo, l’ha reso uno show in tipico stile americano. Lui ha, per così dire, dato l’America agli italiani”.

Protesta svestita. Benché la satira politica sotto Berlusconi stia vivendo un periodo difficile, per il semplice fatto che il premier controlla più del 50 per cento della tv italiana, c’è, nonostante tutto, ancora spazio per la comicità.
Basta guardare la comica Sabina Guzzanti che, in maniera del tutto convincente, imita Berlusconi e che si dichiara un’anti-berlusconiana in tutto e per tutto.
In relazione al completamento del suo primo film, Guzzanti racconta al settimanale L’Espresso:
“Il film tratta la storia di un’arrogante ragazza di copertina senza talento, e allo stesso tempo è una critica dell’Italia di Berlusconi”.
Per promuovere il suo film Guzzanti ha fatto un calendario anti-Berlusconi che sarà distribuito nei cinema quando il film uscirà.
Solo nel corso di marzo, quando usciranno sia il suo film che il calendario, si saprà dire se saranno un successo.
Già prima della prima del suo film, la Guzzanti, però, è riuscita a piazzarsi sulla prestigiosa copertina di L’Espresso. E probabilmente pure a suscitare una bella discussione nella famiglia. Suo padre, Paolo Guzzanti, è uno dei fedeli sostenitori di Berlusconi nel Parlamento.






 
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