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» Internazionale,  22/3/2002

Bipolarismo sentimentale

Bipolarismo sentimentale

L’arrivo al governo di Berlusconi crea spaccature profonde tra gli italiani: anche in camera da letto e nei rapporti d’amicizia

JESPER S. JENSEN


L’oramai famoso bipolarismo di cui si parla vivacemente da quando è caduta la Prima repubblica, non è, come si sa, un concetto nuovo. Da sempre, nel dopoguerra, la politica italiana è contraddistinta da schieramenti che si affrontano da trincee opposte: comunisti contro democristiani, laici contro cattolici, comunisti contro fascisti, nord contro sud, statalisti contro federalisti, pro o contro Mani pulite e via dicendo. Adesso, ovvero da quando è al potere il governo Berlusconi, non esiterei, però, a mettere un altro tipo di bipolarismo sull’elenco, e cioè quello sentimentale.

Un matrimonio e una cena
Durante una festa di matrimonio ad un certo punto si è cominciato a parlare di politica. Una mia amica trentenne mi ha confidato di avere problemi sentimentali con il suo fidanzato. Lei aveva votato un partito di sinistra. Lui, invece, aveva votato Forza Italia, il che, dopo le elezioni, aveva suscitato aspre discussioni tra di loro. Varie volte il fidanzato aveva traslocato dal letto matrimoniale al sofà perché, come lei stessa ha detto: “Da quando Berlusconi è stato eletto premier, abbiamo litigato un bel po’. Il mio fidanzato semplicemente non capisce che io non sopporti l’arroganza di Berlusconi e della sua gente”.
Il suo lui ha cercato di difendersi: “E vabbè, Berlusconi è riusciuto a creare un’azienda grandiosa. È questo il tipo di cui ha bisogno l’Italia, e non è mai stato condannato per le accuse di corruzione”. Esempio emblematico dello screzio che il bipolarismo sentimentale può suscitare fra fidanzati.
Ma non solo. Perché poco tempo dopo mi è capitato di partecipare ad una cena fra un gruppo di sei amici. Non tutti si conoscevano fra di loro, ma la posizione politica dei presenti sembrava scontata. E, come un pezzo di sughero tenuto sotto acqua, era inevitabile che la situazione politica dell’Italia berlusconiana venisse a galla. Infatti, a un certo punto M., con molta disinvoltura, ha detto che trovava certe leggi varate del governo molto ragionevoli. Dopo quest’affermazione si è diffuso un gelo assoluto fra i presenti, seguito da alcuni lunghi secondi di imbarazzo totale. Due delle persone più “politicamente consapevoli” del gruppo si sono scambiate sguardi eloquenti di incredultà seguiti da risate semi-isteriche che rivelavano un forte disagio.
Dopo la confessione-bomba di M. gli altri presenti si sono scervellati per trovare nuovi argomenti più innocui in modo da ripristinare la sintonia di prima. Solo dopo cinque minuti, quando M. finalmente è crollato confessando di avere prese in giro tutti quanti con la sua osservazione politica, l’atmosfera tesa si è sciolta in una liberatoria risata collettiva.
Ora, dopo nove mesi di governo Berlusconi, l’elenco degli argomenti che stanno dividendo i sentimento degli italiani si allarga sempre di più: pro o contro i magistrati, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, Palavobis, i girotondi e le altre manifestazioni di piazza.

Il più amato e il più odiato
La tendenza al bipolarismo sentimentale è confermata da un’indagine svolta dall’Istituto Doxa, secondo la quale Berlusconi è la persona più popolare d’Italia, perfino davanti a Roberto Benigni e Alessandro Del Piero. Allo stesso tempo, però, il Cavaliere è capolista sull’elenco della persone più odiate, perfino davanti a un certo Bin Laden.
All’inizio del suo mandato Berlusconi aveva dichiarato che intendeva stare al potere per dieci anni e cambiare l’Italia. Ebbene, come non dargli ragione? Ha cambiato l’Italia e l’ha fatto in tempi da record. Dopo che l’Italia, con l’entrata nell’euro, aveva conosciuto una breve stagione di dolci sentimenti nazionali, oggi, a pochi mesi dall’insediamento del governo di centrodestra, Berlusconi può dirsi premier di un paese profondamente spaccato: pro o contro il Cavaliere e il suo governo.




 
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