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» Ovunquecentro,  4/2001

Esperimenti in testa

Visti da vicino - un danese racconta i romani

di Jesper Storgaard Jensen
Illustrazione: Francesco Fasiolo


Per molto tempo ero convinto che tutti i barbieri italiani tagliassero i capelli come l’italiano medio conduce un veicolo motorizzato, cioè con una bella dose di fantasia e un pizzico di anarchia.

Una volta un barbiere vicino alla “Sapienza” - che sicuramente si sarebbe definito un artista! - mi lasciò sulla nuca uno strano ciuffo asimmetrico che mi dava la sensazione di essere un giovane ribelle del locale centro sociale.

A Monteverde, invece, un piccolo signore traccagnotto sui 60 anni riuscì, con continue forbiciate furiose, a trasformarmi un’impressionante pettinatura - stile i Beatles anni 70 - in un capello a spazzola, ignorando completamente le mie pur precise indicazioni. Dopo questo faticoso “capolavoro”, constatai che, sul pavimento intorno alla sedia del barbiere, era sparso circa un chilo di capelli. I miei, ahimè!

Anche la mia prima visita presso un barbiere ai Parioli fu quasi un’esperienza traumatica. A mia insaputa ero capitato da un barbiere laziale dopo che la Lazio, il giorno precedente, aveva subito una sconfitta bruciante. Il barbiere, quel giorno, era decisamente di malumore. Ma questo lo capì solo dopo essermi accomodato sulla sua sedia. Con un altro cliente, nascosto dietro al Corriere dello Sport, il barbiere scambiava frequenti ed arrabiati commenti sullo scarso rendimento della squadra. Sventolava pericolosamente un pettine in una mano e le forbici nell’altra, mentre, con voce stridula, criticava l’imperdonabile scarso impegno del controcampo. Io, intanto, fissavo - sicuramente con occhi mezzo disperati - i suoi bruschi movimenti nello specchio, prontissimo per muovere velocemente la testa per evitare le forbici sventolanti.

Dopo ulteriori bordate contro lo staff di tecnici della Lazio e dopo aver completato il taglio, il barbiere mi spruzzò con un liquido dolciastro e, come il puntino sull’i, mi schiaffò due palmi di un denso gel nei capelli.

Lasciato il barbiere, probabilmente avevo l’aria di giovane ragioniere e odoravo come un maestro da scuola di danza!
Ora, dopo che ho messo la mia testa a disposizione per non pochi sperimenti, eseguiti sempre con arte e zelo da diversi barbieri fantasiosi della capitale, ho trovato pace d’animo nella Quarta Circoscrizione. Infatti, fin da subito Sergio e Mauro avevano probabilmente intuito che ero un cliente “provato”, e quindi mi hanno risparmiato gli esperimenti. Perciò, ora mi accomoco tranquillamente in una delle loro sedie, e quando Mauro mi chiede, “Come l’ultima volta?”, sorrido e dico “Sì, grazie”!




 
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