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» Ovunquecentro,  5/2001

Fantasia su quattro ruote: infrango ergo sum!

Visti da vicino - un danese racconta i romani

di Jesper Storgaard Jensen.
Illustrazione: Mauro Felici Ridolfi


Sono quasi quattro anni che noto con divertito stupore come i romani pratichino la non sempre facile arte di condurre una macchina.
L’uso della freccia, ad esempio, non è che sia molto frequente. Anzi, la stragrande maggioranza dei romani scorazza felicemente per le vie della capitale come adolescenti spensierati, utilizzando solo sporadicamente questa parte molto importante della segnaletica.
Il capitolo “strisce pedonali” è una parte importante nel libro sul traffico capitolino. Sembra che gli automobilisti romani siano davvero attratti dalle strische. Ad esempio, quando, con una certa eleganza, saltano un’intera fila di macchine e di lato si piazzano in pole position sopra le strisce, pronti per scattare come un cavallino rampante al verde. Pare che l’attrazione per le strisce cresca quando ci camminano sopra dei pedoni, tant’è vero che un mio spirituoso ospite danese una volta mi disse che attraversando la strada non poteva non sentirsi com un birillo!
Un’altra curiosa abitudine degli automobilisti di Roma è lo scambio di “complementi” - raramente leopardiani - che si lanciano per esprimere il proprio parere sulla guida altrui. In questo caso l’affermazione che “la lingua vera si impara per strada” va intesa letteralmente!
Nel periodo estivo, poi, è veramente fantastico vedere automobilisti impegnati in infervorate conversazioni con la mano destra sul volante e mezzo metro del braccio sinistro che gesticola fuori del finestrino. Ogni estate, spostandomi sulle quattro ruote, “colleziono” in media, tre o quattro braccia!
Un aggittivo molto utilizzato per descrivere la guida dei romani è “sportiva”. Invece di preoccuparsene, sarebbe forse utile far riferimento alla massima inglese: “when in Rome do as the Romans” (quando sei a Roma fai come fanno i romani) che, a mio avviso, è un consiglio saggio. Così la sopravvivenza è assicurata. Poi, per quanto riguarda l’incolumità ... si vedrà!




 
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