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» Ovunquecentro,  6/2001

Ma i romani escono solo in gruppo?

Visti da vicino - un danese racconta i romani

di Jesper Storgaard Jensen
Illustrazione: Simona Maccaroni


"Allora ci vediamo sabato sera, e porta pure qualcuno se vuoi". Ecco, sembra una tipica frase detta appena prima del finesettimana per rastrellare quanta gente possibile per un allegro sabato sera. Lo slogan, a volte, sembra essere: più siamo, meglio è. Forse perché in Italia la percezione “del gruppo” è estremamente forte. Il gruppo dà protezione e forza ed allontana noia e tristezza.
Così, sabato sera, spesso ci si trova a far parte di un gruppone dove ti capita di parlare con il cugino della sorella della fidanzata del tuo migliore amico. Questo, ovviamente, è un fatto positivo, perché in questo modo è più facile che nascano simpatie tra persone sconosciute.
Inoltre, nella vita moderna dove ognuno di noi è preso da mille impegni quotidiani e da piccole e grandi faccende, il gruppone ci permette di vedere più amici allo stesso tempo, e quindi di sfruttare il nostro prezioso tempo libero al massimo.
Tutto positivo, allora, per quanto riguarda il gruppone come modalità sociale? Ma, dipende. Perché non sempre nel gruppone si parla “di qualcosa”, cioè del nostro essere uomini e donne, i nostri sentimenti, le nostre speranze, insomma la nostra vita interiore. Infatti, i grupponi sono prevalentemente “a misura di battuta”. Ci si prende in giro parlando ad es. di calcio, lavoro e politica tra una pizza o un piatto di pasta.
A mio avviso, appunto per la forte percezione del gruppo come “la giusta misura sociale”, delle volte pare davvero un’impresa titanica strappare un appuntamento in due con un amico o un’amica, specialmente se lui o lei è fidanzato/a.
Infatti, in due si è costretti a parlare, appunto, “di qualcosa”, di mettersi in gioco e di misurarsi.
Mi chiedo se l’inclinazione degli italiani a “nascondersi” nei grupponi, in realtà non nasconda un po’ di malinconia ed un pizzico di paura dell’intimità amichevole.
Comunque sia, sta ad ognuno di noi scegliere la giusta miscela tra il gruppone e l’intimità amichevole per soddisfare le proprie esigenze comunicative.




 
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