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» Ovunquecentro,  11/2001

Le mani addosso

Visti da vicino - un danese racconta i romani

Di Jesper Storgaard Jensen
Illustrazione: Simona Maccaroni


La prima volta che me ne sono accorto era a Firenze alcuni anni fa poco dopo il mio arrivo in Italia. Il bus era pieno zeppo, e ad un certo punto un signore mi ha posato una mano sulla spalla dicendomi “permesso”! Voleva passare per timbrare il suo biglietto. Fui colpito da questo semplice gesto, questo improvviso contatto fisico, avvenuto con naturalezza.
Il positivo stupore che mi suscitò quel gesto nel bus si spiega con il fatto che in Nordeuropa ci si tocca molto di meno rispetto all’Italia. Infatti, gli italiani si mettono tranquillamente le mani “addosso” (nel senso bonario della parola) senza troppe formalità e in maniera molto garbata e carina, tant’è vero che quando torno in Danimarca per visitare la famiglia e gli amici devo sempre riabituarmi.
Nel mio paese - e pure nel resto del Nordeuropa - non ci si bacia sulle guance come si usa sistematicamente in Italia. Per questo fatto, delle volte, quando familiari e amici sono venuti a trovarmi a Roma, mi è capitato di notare un certo imbarazzo quando, ad es., io ed un amico ci siamo salutati baciandoci sulle guance in segno di amicizia.
Ma gli italiani non sono soltanto più sciolti e generosi con il contatto fisico rispetto ai nordeuropei (e, a mio avviso, ancora di più se paragonati agli inglesi). Sono anche più fantasiosi per quanto riguarda la gestualità. Infatti, come sanno meglio di me i lettori di questa rubrica, esiste tutta una serie di gesta che hanno un significato specifico, da “non me ne frega niente” (la parte superiore delle dita che si strusciano con noncuranza sotto il mento) a “ma che buono!” (l’indice che si gira sulla guancia, magari con uno sguardo entusiasta) per indicare una pietanza particolarmente gradevole. Infatti, mi ricordo il mio primo professore d’italiano in Danimarca, un signore genovese, che mi raccontò che la prima cosa che l’aveva colpito, appena arrivato in Danimarca, era il fatto che i danesi riescano a condurre un’importante discussione con le mani immerse nelle proprie tasche!
Così non è in Italia. Basta guardare le trasmissioni televisive sulla politica dove i contendenti siedono a debita distanza. Guai se così non fosse!
Comunque, dopo diversi anni trascorsi in Italia non mi stupisco più per il piacevole contatto fisico fra la gente. Anzi, ormai ho imparato ad apprezzare gli amichevoli baci sulle guance e le confortanti pacche sulle spalle.




 
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